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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/501


Ottavio. Sei un asino, non è vero. Ho detto Corallina.

Arlecchino. Corallina la vegnirà.

Ottavio. La cioccolata.

Arlecchino. Eccola qua.

Ottavio. Lei, lei mi ha da portare la cioccolata.

Arlecchino. E in mancanza de lei, lei, l’ho portata io, io.

Ottavio. Temerario ! Ti bastonerò.

SCENA IV.

Corallina e detti.

Corallina. Zitto, zitto. Che cos’ è questo strepito ?

Ottavio. Voglio bastonare colui.

Corallina. ^ Animo, non voglio che si gridi, (ad Ottavio, con autorità)

Ottavio. E un temerario.

Corallina. Volete tacere ?

Ottavio. Briccone ! (sottovoce)

Corallina. Dammi quella cioccolata. (ad Arlecchino)

Arlecchino. Tolì pur, siora.

Corallina. Va via di qua. Va a spazzare la sala.

Arlecchino. Stamattina ho spazza abbastanza.

Corallina. Va a fare quel che ti ordino, o giuro al cielo, ti farò andar via di questa casa.

Arlecchino. Chi comanda, vu, o lu ?

Corallina. In queste cose comando io. Non è vero, signor pa- drone ?

Ottavio. Sì, comanda lei, obbedisci.

Arlecchino. Ben, ubbidirò. No l’ è maraveggia, se un servitor ha da ubbidir la cameriera.

Ottavio. Perchè?

Arlecchino. Perchè el patron se lassa menar per el naso come i buffìJi. (parte