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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/500


SCENA III.

Camera di Ottavio. Ottavio ed Arlecchino.

Ottavio. Ehi.

Arlecchino. Signor.

Ottavio. Corallina.

Arlecchino. (Vuol partire.)

Ottavio. Dove vai?

Arlecchino. Son qua.

Ottavio. Corallina.

Arlecchino. Mi no son Corallina.

Ottavio. Asino, bestia, voglio Corallina.

Arlecchino. Co la voi Corallina, no la me voi mi. (andando \>ia)

Ottavio. Fermati.

Arlecchino. Me fermo.

Ottavio. Dov’ è Corallina ?

Arlecchino. No lo so, signor.

Ottavio. Chiamala.

Arlecchino. Coralli...

Ottavio. No, va vedere dov’ è.

Arlecchino. Sior sì.

Ottavio. Voglio la cioccolata.

Arlecchino. La sarà servida. (Oh che omo rabbioso ! Mi credo ch’ el sia nato da un uovo d’ un basilisco). (parte, poi toma)

Ottavio. Costei questa mattina non si vede. A poco, a poco, si anderà rsiffreddando. Farà anche lei come fanno le altre. Ma io sempre più mi riscaldo. Costei ha un non so che ... basta... Nella mia età... Che età, che età? Che cosa mi lamento della mia età ? Posso essere più robusto di quel che sono ? Ho invidia io di un giovane di quarant’ anni ?

Arlecchino. La cioccolata, signor.

Ottavio. Chi ti ha detto che tu la porti? (irato)

Arlecchino. Vussioria me l’ ha dito.