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L'AUTORE

A CHI LEGGE1.


QUESTA che ha per titolo la Donna Vendicativa, è l’ultima Commedia da me composta negli anni cinque, ne’ quali impiegata ho la mia penna pel Teatro detto di Sant’Angiolo, in Venezia, padronato di sette Famiglie nobili di questa Serenissima Dominante. Impresario del Teatro medesimo per detto tempo fu il Signor Girolamo Medebach Romano, in società unito col Signor Gaspero Raffi, parimente Romano, padre della moglie del Socio, per nome Teodora, chiamata sulle Scene Rosaura, giovine di ottimi costumi, e nei caratteri dolci, amorosi e gentili graziosissima attrice, che ha fatto piangere parecchie volte nella tenerezza delle passioni toccanti il cuore. Devo renderle questa giustizia, d’aver ella con ammirabile prontezza e docilità accolte e bene eseguite le migliori parti delle mie Commedie nel carattere di prima Donna, fra le quali si è segnalata nelle parti di Bettina, nella Putta Onorata e nella Buona Moglie, di Doralice, nella Suocera e Nuora, di Rosaura, nell’Avvocato Veneziano, nella parte di Pamela egregiamente, in quella di Guerina nel mio Moliere a meraviglia bene, e in tante altre; ed in tutte ha sempre fatto grata ed onorevole la sua comparsa; ringraziandola io nuovamente del piacere che dimostrava ella nel recitare le cose mie, e dell’onore che alle medesime ha fatto. Anche del Marito suo onoratissimo, e nei caratteri caricati eccellente, grata memoria conservo, lodandomi della buona maniera con cui, quasi per anni cinque, ha corrisposto alle mie attenzioni. Del mio discioglimento da lui ho dovuto discorrere nel Manifesto2; ma siccome a quello diede motivo non l’amicizia, ma il dispiacere, salve le ragioni allegate, e separando nelle varie sue

  1. Questa prefazione, di cui a nessuno sfuggirà l’importanza per la storia del teatro goldoniano, uscì la prima volta nel t. VII dell’ed. Paperini di Firenze, sulla fine del 1754.
  2. Intendesi il manifesto dell’ed. Paperini di Firenze.