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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/474



sta quello che me l’ha introdotto, siè quello anca che lo fazza partir, se no volè veder un omo raccomanda da vu, andar via colla testa rotta. Via, lengua de vacca. (parte

SCENA ULTIMA.

Ottavio e Brighella.

Ottavio. Sono stordito. Non so in qual mondo mi sia.

Brighella. Sior Ottavio, l’ è finia. Bisogna tor suso el bastonzello, e andarsene via da Bologna. Per ultimo atto de carità, ve compagnerò mi fora della porta, acciò che chi ave offeso, no se vendica sora de vu, e siben che disè che son un avaro, ve darò anca qualche soldo, da viver tre o quattro dì.

Ottavio. Ma che ho fatto di male ? Non ho rubato, non ho in- gannato il prossimo, non ho calunniato, anzi ho sempre detta la verità.

Brighella. Sior Ottavio, ve l’ho sempre dito, e ve lo digo per r ultima volta. Tutta la causa del vostro mal xe la vostra lengua imprudente.

Ottavio. E vero : lo conosco, lo confesso, e mi (0 merito peggio. La natura mi ha dati doni bastanti per esser uomo di garbo. La fortuna mi ha assistito per far comparsa nel mondo. Ho avuti amici, ho avute protezioni ed aiuti ; ma tutto ho perso per r imprudente loquacità, la quale mi ha rovinato sempre con qualche miserabile Contrattempo. Fine della Commedia. (I) Zatta : ed io.