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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/472


SCENA XXII.

Corallina e detti.

Corallina. Signora padrona. Sapete che cosa ha fatto il signor Ottavio ?

Ottavio. Taci lì. (a Corallina)

Beatrice. Che ha fatto?

Corallina. Mi ha strapazzata. Mi ha tirato un bastone, mi ha colpita nella testa, e poi ha rotto lo specchio.

Beatrice. Anche lo specchio?

Ottavio. Ve lo pagherò.

Corallina. Con quali denari?

Ottavio. Maladetta! Me la pagherai.

SCENA XXII.

Florindo e detti. FloRINIX). Eccomi qui.

Rosaura. Eccolo, eccolo.

Pantalone. Presto, deve la man da sposi.

Florindo. Ma non volete aspettsure ... (a Pantalone)

Pantalone. No gh’ è altro aspettar, subito deghe la man.

Florindo. Per me son pronto. Che dice la signora Rosaura ?

Rosaura. lo ve l’avrei data, che sarebbe un pezzo.

Florindo. Ecco la mano.

Rosaura. Sì, eccola.

Pantalone. Sé mano e muggier. Vedeu, siori ? (a Lelio e a Beatrice) Per questo mia fìa giera andada in traccia de lu, perchè el doveva esser el so caro mario. E vu, sior tocco de desgrazià, che ave messo alla berlina do volte la mia reputazion, andè via de sta casa, e no ghe vegiù mai più, se no volè che ve fazza romper i brazzi.

Ottavio. Signora Beatrice ...

Beatrice. Beatrice non è più per voi. La vostra temerità, la vostra