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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/46


Corallina. Oh certo ! Chi vi pensate ch’ io sia ? Non fo finezze a nessuno io.

Giacinto. Dammi solamente la mano in segno d’amicizia.

Corallina. Nemmeno, nemmeno. Le mani ognuno le tenga a se.

Giacinto. Siete molto delicata. La mano si porge senza malizia.

Corallina. Io sono cosi. Neppure un dito (’).

Giacinto. Nemmeno un dito? Se tu mi porgi (2) un dito, ti re- galo due zecchini.

Corallina. Oh sì, mi darete due zecchini per porgervi un dito!

Giacinto. Te li do da galantuomo.

Corallina. Mi fate venir da ridere.

Giacinto. Eccoli qui : due zecchini per un dito, (li leva dalla borsa)

Corallina. Qual dito vorreste?

Giacinto. Mi basta anche il dito mignolo.

Corallina. Due zecchini li buttate via.

Giacinto. Basta, mi rimetterò alla vostra discretezza.

Corallina. Che zecchini sono ?

Giacinto. Di Venezia. (glieli fa vedere)

Corallina. Oh come son belli ! (prendendolo per la mano)

Giacinto. Volete che vi porga il dito ?

Corallina. Se mi avete data la mano.

Giacinto. E vero, e non me n’era accorto.

Corallina. Via, datemi li zecchini.

Giacinto. Volentieri. Sono qui. Questi due zecchini son vostri. Li metto nella borsa, e vi frutteranno ancor essi il dieci per cento, e anderà il frutto sopra il capitale. Animo, Corallina, allegramente, e quando avete bisogno di denaro, venite da me. (parte

SCENA XI.

Corallina, poi Pasquino.

Corallina. Questi due zecchini mi dispiace che vadano in quella borsa ; ma pazienza, in pochi anni avrò fatto un bel capitale. Se posso aver i denari dal signor Pancrazio, felice me ! Mi (I) Pap.: Non porgerei neppure un dito. (2) Zatta : Se mi porgete ecc.