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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/453



lento io l’ho, sperava in poco tempo francarmi, e non credeva che COSI subito mi dovesse arrivar addosso un conteggio si stra- vagante.

Pantalone. Vedeu, sior Ottavio? Anca questa la xe poca pru- denza esponerse a far una cossa che no se sa, sul fondamento de dir gh’ ho del spirito, imparerò.

Ottavio. E pure col tempo imparerò. (0)

Pantalone. Sì, imparerè, e invece de pagar el maestro, vorressi trovar un minchion che ve pagasse vu.

Ottavio. Ma caro signor Pantalone, se voi mi abbandonate, io son disperato. Brighella vi avrà detto ...

Pantalone. Brighella m’ha dito tutto, e el m’ha parla de vu con tanto amor, e el m’ ha tanto savesto dir, che m’ ho impe- gna de assisterve in quel che posso.

Ottavio. Signore, per amor del cielo.

Pantalone. Gran obligazion gh’ ave con Brighella, el xe un gran bon omo.

Ottavio. Sì, è vero. È un uomo di buonissimo cuore. Ha i suoi difetti, ma i) fondo è buono.

Pantalone. Ma che difetti gh’ alo ?

Ottavio. E ignorante, ostinato, per altro poi è un buonissimo ga- lantuomo.

Pantalone. Vu però de un vostro benefattor no doveressi gnanca parlar cussi.

Ottavio. A dir i suoi difetti, non fo torto alle sue virtù; quel ch’ è buono, è buono, quel ch’ è cattivo, è cattivo, e non si può nascondere la verità.

Pantalone. Ma voi la prudenza, che se loda el ben, e che se tasa o che se dissimula el mal.

Ottavio. E vero, avete ragione ; da qui avanti lo voglio fare. Voglio mettermi anch’ io suU’ aria dell’ adulare.

Pantalone. No dell’ adular, ma del parlar con cautela, con ci- viltà, con respetto. (1) Zatta : impararei.