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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/446


Rosaura. Non andate in collera.

Pantalone. Via, disè suso.

Rosaura. Mi voleva dare ...

Pantalone. Cossa?

Rosaura. Un bamboccio.

Pantalone. Via, via presto.

Rosaura. Ma io, se vorrò dei bambocci, farò come hanno fatto la signora Flzimminia, la signora Luisa e la signora Costanza, (parte)

Pantalone. Oh che pampalughetta : ma per altro ...

SCENA XVIII.

Pantalone e Florindo.

Florindo. Tornerò, se ha da fare. (di dentro)

Pantalone. No, no, la resta servida. Squasi, squasi, se el la vo- lesse, ghe la daria ; ma no gh’ ho cuor de farlo.

Florindo. Perdoni, signor Pantalone, se gli sono importuno, (esce)

Pantalone. La perdona èia, se l’ho fatta aspettar.

Florindo. Son qui per un affare curioso.

Pantalone. La diga pur, che l’ascolto.

Florindo. Questa mattina voi avete detto di non volermi conce- dere la vostra figliuola in isposa, perchè ella è destinata per un ritiro, e non ha inclinazione per il matrimonio, non è la verità ?

Pantalone. Sior sì, xe vero.

Florindo. Ed io, con vostra buona grazia, ho saputo che ella è dispostissima a maritarsi, e non vede l’ ora di farlo.

Pantalone. Chi v’ ha dito sta cossa ?

Florindo. L’ha detto alla servitù di casa, e l’hanno già pubblicato.

Pantalone. No, sior. Mia fìa no xe in stato ...

SCENA XIX.

RoSAURA e detti.

Rosaura. Lo voglio, lo voglio, lo voglio.

Pantalone. Ande via de qua.

Florindo. Signora, se vi degnaste...