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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/414


Corallina. Per lei che diamine non farei?

Lelio. (La sa lunga. Bisogna darglielo). (da sk)

Corallina. (Se non \ ho adesso, non X ho mai più). (da sé)

Lelio. Tenete. (/e vuol dar il zecchino)

Corallina. Che fa ella?

Lelio. Tenete.

Corallina. Eh via. (mostra ricusarlo)

Lelio. Tenete, dico.

Corallina. No davvero.

Lelio. Se poi noi volete... (lo ritira)

Corallina. Ma che cosa è ?

Lelio. Un zecchino.

Corallina. In verità, avevo paura che fossero due.

Lelio. No, non vi farei questo torto.

Corallina. Senta, lo prendo per non parere superba, ma non si avvezzi a dirmi di queste cose. Quando mi parlano di regali, vengo rossa.

Lelio. E quando ve li danno senza parlare ?

Corallina. Oh, allora poi è un altro conto. Vado subito dalla padrona. (parte

SCENA X.

Lelio solo. Non è niente farmi mangiare dieci o dodici zecchini da costei per acquistar, se posso, la signora Beatrice. Ho piacere d’avere sco- perto quello che passa fra lei ed Ottavio, e una tal notizia mi farà invigilare, perchè non seguano clandestinamente le loro nozze. Colui era vicino a conseguire con un tal matrimonio una ricca dote, ma non la merita, perchè non sa custodire un arcano, da cui dipende la sua fortuna. (parte