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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/407


Beatrice. Non vorrei che egli si mettesse all’ impegno, e poi re- stasse con vergogna.

Brighella. Eh via ! No la ghe fazza sto torto. L’ è un omo che sa de tutto, e pò, quel che noi sa, l’è capace de im- pararlo in t’ un batter d’occhio.

Beatrice. Come ha fatto a introdursi dal signor Pantalone ?

Brighella. Mi l’ho introdotto. Ho savesto che el primo zovene del sior Pantalon s’aveva licenzia. Ho domanda a sior Ottavio se el giera negozio per lu, el m’ ha dito de si. L’ho mena a drittura dal mercante, i s’ ha parla, e come che ghe diseva, presto, presto i s’ha convegnìi.

Beatrice. Io resto attonita. Quanto gli darà di salario ?

Brighella. Per el primo anno tresento scudi all’anno, e pò a mi- sura del so merito i cresserà.

SCENA IV.

Corallina ed i suddetti.

Corallina. Signora padrona, voglio andarmene in questo momento.

Beatrice. Sei pazza ?

Corallina. Il signor Ottavio m’ha detto ...

Beatrice. Dov’è il signor Ottavio?

Corallina. E qui; è venuto ora, e m’ha detto...

Beatrice. Digli che venga qui subito.

Corallina. Senta che cosa m’ ha detto.

Beatrice. Che tu sia bastonata ; Brighella, andate voi, fatelo venire.

Brighella. La servo subito.

Corallina. Il diavolo ti porti. (dietro a Brighella)

Brighella. Disela a mi, patrona > (a Corallina)

Corallina. Si, a voi, che avete condotto in casa quella bella gioja.

Brighella. Come sarave a dir ?

Beatrice. Andate, andate; non le badate, è pazza.

Brighella. Gh’ avi rason basta ... (parte