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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/405


Beatrice. Sono obbligata a Brighella, che mi ha fatto appigio- nare l’appartamento terreno.

Corallina. Oh si, che non lavereste appigionato a qualcheduno della città.

Beatrice. Niuno mi avrebbe dato due doppie al mese.

Corallina. Quante ne avete avute di queste doppie?

Beatrice. Sono due mesi ch’ è qui ; ho subito da domandar la pigione ? Ho da mostrar di averne bisogno ?

Corallina. Le pigioni si pagano avanti tratto. Ma so io perchè non paga.

Beatrice. Perchè ?

Corallina. Perchè è uno spiantato maledetto, che non ha un soldo.

Beatrice. I fatti suoi non si sanno.

Corallina. Niuno li può sapere meglio di voi.

Beatrice. Io ! Perchè?

Corallina. E un mese che gli date da mangiare a ufo.

Beatrice. Orsù, a te non tocca a entrare in ciò. O muta stile, o vattene di casa mia.

Corallina. Compatitemi ; ho dell’amore per voi.

Beatrice. Picchiano. Va a vedere chi è.

Corallina. Oh signora padrona, pensateci bene.

Beatrice. Via, spicciati.

Corallina. Quando è fatta, è fatta.

Beatrice. Come ? Che vorresti tu dire ?

Corallina. Non vi mancheranno partiti.

Beatrice. Io non penso a rimaritarmi.

Corallina. Ne ho io per le mani ...

Beatrice. Ma spicciati.

Corallina. Ma il signor Ottavio...

Beatrice. Va al diavolo.

Corallina. Non vi merita.

Beatrice. Ti do uno schiaffo.

Corallina. Vado, vado, pazienza, (mortificata s incammina) Sì, è un ciuco di prima classe. (forte a Beatrice, poi parte