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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/377


Corallina. Oh che bella tavola! Oh che bella cosa!

Beatrice. In quanti sono? (torna indietro)

Corallina. (Guarda) In sei.

Eleonora. Mangiano? (s’accosta)

Corallina. Diluviano.

Rosaura. Florindo mangialo

Corallina. Discorre.

Beatrice. Egli fa così. Mangia adagio, e parla sempre.

Eleonora. E mio marito?

Corallina. Oh se vedesse!

Eleonora. Che cosa?

Corallina. Che bel pasticcio!

Eleonora. Come? (corre al buco della chiave)

Beatrice. Pasticcio di che ? (corre anch’essa per vedere)

Eleonora. Via, signora, ci sono prima io. (guarda dal bucolino)

Beatrice. Spiacciatevi, voglio veder ancor io. (ad Eleonora)

Rosaura. (E poi diranno ch’ io son curiosa !) (da sé)

Eleonora. Oh bello!

Beatrice. Lasciatemi vedere. (fa andar via Eleonora e guarda)

Corallina. Questa fessura non la do a nessuno.

Beatrice. Oh bella cosa ! (guardando)

Rosaura. Ed io niente.

Beatrice. Bevono.

Eleonora. Chi? Voglio vedere.

Rosaura. Vogho veder ancor io.

Beatrice. Venite qui. (a Rosaura, dandole luogo)

Rosaura. Florindo beve.

Eleonora. E Lelio?

Rosaura. Taglia un pollo.

Eleonora. Voglio vederlo. (tira via Rosaura con forza)

Corallina. Presto, presto, ritiriamoci. (si scosta)

Eleonora. Perchè?

Corallina. Arlecchino viene verso la porta. (I) Pap. aggiunge: fa lo stesso.