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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/373


Pantalone. Se sto sior el xe maridà. Da qua avanti no solo no voggio donne, ma gnanca omeni mandai.

Florindo. Perchè, signore?

Pantalone. E gnanca sposi.

Florindo. Ma perchè?

Pantalone. Perchè no i sa custodir le chiave.

SCENA IV.

Leandro, Flamminio e detti.

Leandro. Amicizia.

Pantalone. Amicizia. Gh’ aveu insegna el complimento ? (a Leandro)

Flamminio. Servo di lor signori.

Pantalone. Che servo? Amicizia. (abbracciandolo)

Flamminio. Amicizia, (tutti fanno lo stesso) Mi ha detto l’amico Lean- dro, che lor signori si degnano favorirmi ...

Pantalone. Che degnar? Che favorir? Sti termini da nu i xe bandii. Bona amicizia, e gnente altro.

Flamminio. Son qui disposto a soccombere a quanto sarà necessario.

Pantalone. Gnente. Co l’ ha paga una cena, l’ ha fenio tutto, e quel che stassera la fa eia, un’ altra volta farà un altro novizzo, e cussi se se diverte, e se gode.

Flamminio. Se mi credete abile a supplire a qualche incombenza, mi troverete disposto a tutto. (!)

Pantalone. Qua no ghe xe maneggi, no ghe xe affari, (2) tutto el daffar consiste in provéder ben da magnar, ben da bever (3), e devertirse.

Flamminio. Eppure si dice che qui fra di voi altri abbiate diverse inspezioni, diverse incombenze, alle quali si arriva col tempo.

Pantalone. Oibò, freddure. Chiaccole della zente, alzadure d’in- zegno de quelli che no volemo in te la nostra conversazion, (1) Segue neir ed. Pap.: «Non dico di aver la temerità di aspirar così subito alle prime cariche, ma almeno a qualcheduna delle inferiori. Pant. Che cariche ! Cossa me parlela de cariche ? Qua no ghe xe ecc. ». (2) Pap. aggiunge: no ghe xe cariche. (3) Pap. aggiunge : lumi, libri, carta da scriver, e qualche zogo innocente, e da ecc.