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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/359


Corallina. Fidatevi di me.

Beatrice. Ti aspetto in questo vicolo. (si ritira)

Corallina. (Ho del coraggio, ma tremo un poco). (da sé

SCENA XVIII.

Pantalone e dette.

Pantalone. (Una donna colle chiave? la voleva andar drento? Coss’è sta cossa? Chi èlo el poco de bon, che colle donne voi ruvinar la nostra povera compagnia ! Vedo uno là : che el sia dei nostri? (osservando Corallina)

Corallina. (Mi pare quello che chiamano Pantalone). (da sé)

Pantalone. Amicizia. (forte verso Corallina)

Corallina. (Che dice d’amicizia?) (da sé, non rilevando il gergo)

Pantalone. (O che noi ghe sente, o che noi xe della compa- gma). (da se) Amicizia. (s’accosta a Corallina, ripetendo il termine)

Corallina. Sì signore. (alterando la voce)

Pantalone. (Noi xe della conversazion. Ma cossa falò in sti contorni ?) (da sé)

Corallina. (Non vorrei essere scoperta). (da sé)

Pantalone. Cossa fala qua, patron? Aspettela qualchedun? (a Corallina)

Corallina. Aspetto un amico.

Pantalone. L’ aspetta un amico ? (fa d falsetto, imitando la voce di Corallina) (O che Tè un musico, o che l’è una donna), (da sé)

Corallina. (E meglio ch’ io me ne vada). (da sé)

Pantalone. (Vói veder cossa xe sto negozio), (da sé) La diga, patron, chi aspettela?

Corallina. Niente, signore, la riverisco. (vuol partire)

Pantalone. Xela fursi anca eia uno de quei della compagnia de sti galantomeni?

Corallina. Sì signore.

Pantalone. Mo perchè donca, co ghe digo amicizia, no me ri- spondela amicizia?

Corallina. Ah sì, non vi avevo inteso. Amicizia.