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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/350


Rosaura. Come, signore.

Ottavio. Sentite. Vi-cac-ce-rò in-un-ri-ti-ro. Ah ! che dite ?

Rosaura. Io in ritiro?

Beatrice. Mia figlia in ritiro ?

Ottavio. Andicimo, andiamo. Ccimpana all’armi. Fuoco in esumino. (parte

SCENA VII.

Beatrice, Rosaura, Florindo e Corallina.

Rosaura. Sentite ? Per causa vostra. (a Florindo)

Florindo. Signora, io non ne ho colpa.

Beatrice. Mia figlia in ritiro? Se non avrà voi, non le manche- ranno mariti. Florindo, Lo credo. Ma io non merito ne i suoi, ne i vostri rimproveri.

Beatrice. Andate, andate, che mio marito vi aspetta.

Florindo. Partirò per obbedirvi. (in atto di partire)

Rosaura. Bella cosa ! Lasciarmi così.

Florindo. Ma signora ... (torna indietro)

Corallina. (Lasciatelo andare, che vi ho da dire una bellissima cosa). (a Rosaura, piano)

Rosaura. (Che cosa ?) (a Corallina, piano)

Corallina. (Mandatelo via. Ho le chiavi). (come sopra)

Rosaura. (Sono in curiosità), (da se) Basta, se volete andare, non vi trattengo. (a Florindo)

Florindo. Resterò, se lo comandate.

Beatrice. No, no, servitevi pure. Mio marito vi aspetta.

Florindo. Che dite, signora Rosaura ?

Rosaura. Se mio padre vi aspetta, andate.

Florindo. Non mi aspetta per alcuna premura, posso ancor trat- tenermi.

Corallina. (Mandatelo via). (a Rosaura, piano)

Rosaura. (Non vorrei disgustarlo), (da se) Andate, e poi tornate. (a Florindo