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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/345


Corallina, Della compagnia, delle camere, del casino.

Beatrice. Davvero ! Come ?

Corallina. Tutti hanno le chiavi in tasca ; bisognerebbe procu- rare di buscarle a qualcuno.

Beatrice. E poi ?

Corallina. E poi, so io quel che dico ; sono informata di tutto : e son capace ali oscuro, ad occhi chiusi, introdurmi, nascon- dermi e saper tutto.

Beatrice. Mio marito le avrà?

Corallina. Le avrà sicuramente, e le avrà nelle tasche, perchè se ne servono tutto dì. Bisogna studiar il modo di fargliele sparire.

Beatrice. Se le ha ne’ calzoni, sarà diffìcile.

Corallina. Non può averle ne’ calzoni, perchè le chiavi delle porte sararmo grosse.

Beatrice. Questa mattina è venuto tardi, e non si è -nemmeno spogliato, come qualche giorno suol fare; bisognerà aspettare questa sera, quando va a letto.

Corallina. No, il bello sarebbe scoprirli questa sera. Ho rile- vato che questa sera fanno una cena.

Beatrice. Oh, quanto pagherei di vederli !

Corallina. Bisogna studiare il modo.

Beatrice. Eccoli che vengono qui.

Corallina. Studiate voi, che studierò ancor io.

SCENA IV.

Ottavio, Rosaura, Florindo e dette.

Rosaura. Badate a’ fatti vostri. (a Florindo)

Florindo. Signor Ottavio, vedete come vostra figliuola mi tratta?

Ottavio. Caro amico, (’) mia figlia è donna come le altre. Avrà de’ momenti buoni, avrà de’ momenti cattivi. Fate come si fa del tempo. Godete il sereno, fuggite dal tuono ; e quando tem- pesta, ritiratevi, ed aspettate che tomi il sole. (I) Pap. aggiunge: genero caro.