Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/345


LE DONNE CURIOSE 331

Corallina. Della compagnia, delle camere, del casino.

Beatrice. Davvero! Come?

Corallina. Tutti hanno le chiavi in tasca; bisognerebbe procurare di buscarle a qualcuno.

Beatrice. E poi?

Corallina. E poi, so io quel che dico; sono informata di tutto: e son capace all’oscuro, ad occhi chiusi, introdurmi, nascondermi e saper tutto.

Beatrice. Mio marito le avrà?

Corallina. Le avrà sicuramente, e le avrà nelle tasche, perchè se ne servono tutto dì. Bisogna studiar il modo di fargliele sparire.

Beatrice. Se le ha ne’ calzoni, sarà difficile.

Corallina. Non può averle ne’ calzoni, perchè le chiavi delle porte saranno grosse.

Beatrice. Questa mattina è venuto tardi, e non si è nemmeno spogliato, come qualche giorno suol fare; bisognerà aspettare questa sera, quando va a letto.

Corallina. No, il bello sarebbe scoprirli questa sera. Ho rilevato che questa sera fanno una cena.

Beatrice. Oh, quanto pagherei di vederli!

Corallina. Bisogna studiare il modo.

Beatrice. Eccoli che vengono qui.

Corallina. Studiate voi, che studierò ancor io.

SCENA IV.
Ottavio, Rosaura, Florindo e dette.

Rosaura. Badate a’ fatti vostri. (a Florindo)

Florindo. Signor Ottavio, vedete come vostra figliuola mi tratta?

Ottavio. Caro amico,1 mia figlia è donna come le altre. Avrà de’ momenti buoni, avrà de’ momenti cattivi. Fate come si fa del tempo. Godete il sereno, fuggite dal tuono; e quando tempesta, ritiratevi, ed aspettate che torni il sole.

  1. Pap. aggiunge: genero caro.