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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/342



un poco vedere, se nelle tasche vi è qualche cosa, da fare qualche scoperta. Queste cose non le fo mai. Per natura (’) io non sono curiosa, ma questa volta sono proprio impuntata. (v/5r7a le tasche del vestito) Questo è il suo fazzoletto ... Vi è un nodo? Perchè mai lo avrà fatto? Sarei ben curiosa di sa- pere che cosa voglia dir questo nodo. Chi sa ? (2) Può anche darsi che io lo sappia. E queste che chiavi sono ? Non le ho più vedute. In casa certamente non servono. Oh, adesso sì che mi metto maggiormente in sospetto. Se Lelio non mi dice che chiavi sono, attacchiamo una lite. Questo è un viglietto. Leggiamolo un poco : vediamo a chi va, e chi lo manda. Al Signor Padron colendissimo il Signor Lelio Scarcavalli. Sue riverite mani. Vediamo chi scrive. Vostro Vero amico Panta- lone de’ Bisognosi. Sì, uno di quelli della conversazione segreta. Vi mando le due chiavi nuove, avendo per maggior sicurezza fatte cambiar le serrature, dopo che il mio servitore ha perse le chiavi vecchie. Dimattina all’ora solita v’aspettiamo. Addio. Oh bella! Queste sono le chiavi del luogo topico. Che bella cosa sarebbe rubargliele ! e poi all’ improvviso andarli a trovar sul fatto ! Ma saranno le nuove o le vecchie ? Quando è scritto il viglietto? Ai 20. Oh, sono le nuove senz’altro. Eccolo, ec- colo. Queste non gliele do più (3). (mette il viglietto in tasca di Lelio, e ripone le chiavi nelle sue.

SCENA II.

Lelio e detta.

Lelio. Il servitore non è ancora tornato?

Eleonora. Se fosse tornato, lo vedreste.

Lelio. Che graziosa risposta ! ’

Eleonora. A proposito della vostra domanda. Vedete che il ser- vitore non c’è, e a me domandate se è ritornato. (1) Pap.: per naturale. (2) Pap.: Basta, chi sa ? (3) Pap. aggiunge: se credessi che mi accoppasse di bastonate.