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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/312


moderazione, la cortesia, qualità sono in V. S. Illustrissima, che la rendono a tutti gli ordini delle persone oggetto di venerazione e di maraviglia; ma sopra tutto quella vivacità, quella prontezza di spirito, che brilla mirabilmente ne’ detti suoi e ne’ suoi pen- samenti, dà a conoscere chiaramente, che i doni della natura cor- rispondono alla nobiltà originaria antichissima del di Lei sangue, e rende perfettamente a’ Maggiori suoi quell’onore che ha lar- gamente ricevuto da essi. Ella ha V ottimo gusto nelle migliori cose del mondo, le intende, le distingue, le ama. Ama i siudj più serj e più interessanti dell’uomo, ed ama eziando dell’uomo i più onesti, i più nobili, i più discreti trattenimenti. Fra questi Ella non dà al teatro V ultimo luogo ; lo crede oggetto degno non solo del suo piacere, ma anche delle sue applicazioni. Ella ha preso a proteggere una Compagnia di valorosi Comici suoi nazionali, de’ quali ho fatto altra fiata menzione, e sono, a dir vero, ornamento del Teatro Italiano.

Indi alla di Lei protezione venne raccomandato il teatro me- desimo in Via del Cocomero situato, governato da una onoratis- sima Società d’Accademici Fiorentini, il quale, sotto la savissima di Lei condotta, va facendo progressi ammirabili, ed è ormai reso esemplare degli altri, per V onestà, per il modo, per la condotta, alla quale corrisponde la città tutta con l’applauso e il concorso.

Se dirò che le Commedie mie in cotesto Teatro si rappre- sentano quasi continuamente, mi verrà apposto dagli emoli, che io lo dica per vanità ; ma quando anche ciò fosse vero, sarei compatibile, se di un sì grande onore invanissi, e se mi stimolasse la forza dell’amor proprio a rendere palese al Mondo, che delle Opere mie una sì colta Città si compiace, ed un Cavaliere dottis- simo, e di sì fino gusto fornito, ne è Il benignissimo promotore.

A Lei, Illustrissimo Signor mio, cui tanto preme la riputa- zione delle opere mie e del mio nome, di che tante generose prove mi ha dato, a Lei raccomando questa Commedia (’), in par- ticolar modo sotto la protezione Sua validissima pubblicata. La

(I) Pap.: questa vigesima Commedia. E in fatti l’ultima del t. IV.