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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/238

226 ATTO PRIMO


Dejanira. (Ma io non sono buona per miccheggiare1). (piano ad Ortensia)

Marchese. (Ehi! Mostrate al Conte il fazzoletto). (piano a Mirandolina)

Mirandolina. Osservi, signor Conte, il bel regalo che mi ha fatto il signor Marchese. (mostra il fazzoletto al Conte)

Conte. Oh, me ne rallegro! Bravo, signor Marchese.

Marchese. Eh niente, niente. Bagattelle. Riponetelo via; non voglio che lo diciate. Quel che fo, non s’ha da sapere.

Mirandolina. (Non s’ha da sapere, e me lo fa mostrare. La superbia contrasta con la povertà). (da sè)

Conte. Con licenza di queste dame, vorrei dirvi una parola. (a Mirandolina)

Ortensia. S’accomodi con libertà.

Marchese. Quel fazzoletto in tasca lo manderete a male. (a Mirandolina)

Mirandolina. Eh, lo riporrò nella bambagia, perchè non si ammacchi!

Conte. Osservate questo piccolo gioiello di diamanti, (a Mirandolina)

Mirandolina. Bello assai.

Conte. È compagno degli orecchini che vi ho donato. (Ortensia e Dejanira osservano, e parlano piano fra loro.)

Mirandolina. Certo è compagno, ma è ancora più bello.

Marchese. (Sia maladetto il Conte, i suoi diamanti, i suoi denari, e il suo diavolo che se lo porti). (da se)

Conte. Ora, perchè abbiate il fornimento compagno, ecco ch’io vi dono il gioiello. (a Mirandolina)

Mirandolina. Non lo prendo assolutamente.

Conte. Non mi farete questa mala creanza.

Mirandolina. Oh! delle male creanze non ne faccio mai. Per non disgustarla, lo prenderò.

(Ortensia e Dejanira parlano come sopra, osservando la generosità del Conte.)

  1. Miccheggiare in gergo vuol dire domandar regali e cose simili. [nota originale]