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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/224

212 ATTO PRIMO


SCENA XIII.
Il Servitore con una cioccolata, e detti.

Cavaliere. Oh mi dispiace ... Fanne subito un’altra, (al servitore)

Servitore. In casa per oggi non ce n’è1 altra, illustrissimo.

Cavaliere. Bisogna che ne provveda. Se vi degnate di questa ... (al Marchese)

Marchese. (Prende la cioccolata, e si mette a berla senza complimenti, seguitando poi a discorrere e bere, come segue) Questo mio fattore, come io vi diceva ... (beve)

Cavaliere. (Ed io resterò senza). (da sè)

Marchese. Mi aveva promesso mandarmi con l'ordinario ... (beve) venti zecchini (beve)

Cavaliere. (Ora viene con una seconda stoccata). (da sè)

Marchese. E non me li ha mandati ... (beve)

Cavaliere. Li manderà un’altra volta.

Marchese. Il punto sta ... Il punto sta ... (finisce di bere) Tenete. (dà la chicchera al servitore) Il punto sta che sono in un grande impegno, e non so come fare.

Cavaliere. Otto giorni più, otto giorni meno ...

Marchese. Ma voi che siete cavaliere, sapete quel che vuol dire il mantener la parola. Sono in impegno; e ... corpo di bacco! Darei delle pugna in cielo.

Cavaliere. Mi dispiace di vedervi scontento. (Se sapessi come uscirne con riputazione!) (da sè)

Marchese. Voi avreste difficoltà per otto giorni di farmi il piacere?

Cavaliere. Caro Marchese, se potessi, vi servirei di cuore; se ne avessi, ve li avrei esibiti a dirittura. Ne aspetto, e non ne ho.

Marchese. Non mi darete ad intendere d’esser senza denari.

Cavaliere. Osservate. Ecco tutta la mia ricchezza. Non arrivano a due zecchini. (mostra uno zecchino e varie monete)

Marchese. Quello è uno zecchino d’oro.

  1. Pap., Bett. ecc.: n’ho.