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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/197


u. Leipzig, 1887, (pp. 60, 69, 70, 72). Non trascurò la commedia neppur r instancabile Saal (voi. VIII), ben s’intende.

Notevole assai perchè la prima opera di letteratura amena e la prima commedia scritta in lingua serba popolare è la traduzione dei Mercanti, pub- blicata a Lipsia nel 1 787 da Emanuele Jemkovic’, studente di medicina. Nella dedica all’Imperatore Giuseppe II, il traduttore dichiara d’aver fatto questo lavoro col fine di metter in credito presso i conn^lzionali il teatro e per l’in- fluenza che particolarmente questa commedia poteva esercitare (cfr. N. An- dri?. Prijevodna heletristìì^a o Srha od god. ì 777-1 847. Zagreb, 1892, pp. 16-20).

Imitò in Francia I Mercanti J. L. Nyon (Les negociants, Paris, 1907) e il suo lavoro venne dato al Théàtre des Varietés - Etrangères il 1 3 luglio di queir anno. Giovandosi delle riduzioni del Bock e del Nyon compose la sua il prof, danese K. L. Rahbeck (Copenhagen, 1814). Esistono ancora traduzioni (riduzioni?) spagnole e russe-

Da assai tempo morta alla scena, questa commedia serve ormai solo all’a- nalisi della critica storica, curiosa de’ principi sociologici che animarono il pensiero del Goldoni. L’apologia della mercatura già efficacemente impresa in altre (Bancarotta, Cav. e la dama, Cav. di buon gusto) ha in questa nuovo rincalzo. S’appone al vero chi le cognizioni mercantili, del resto assai super- ficiali, sfoggiate dal G. in tali lavori, fa risalire all’ufficio suo di console (G. B. P., C G- a Genova. Gazz. hit., Torino, 21 genn. 1882)? Per un’altra ragione ancora è notevole questo dramma- L’A. vi spezza una lancia, con arte goffa si (Wismayr Ephemeriden d. ital. Litteratur Salisburgo, 1801, peig. 63; Brognoligo, Nel Teatro di C. G., Napoli, 1907. pag. 65), ma con intendimenti sinceri, (Brognoligo, op- cit., pp. 36,. 69) per la cultura femmi- nile, trascurata a casa sua, mentre già allora progrediva altrove (v. Falchi, In- tendimenti sociali di C. G., Roma, 1907, pp. 82, 87 ; Mrs El. Fra le donne di C. G., Il Marzocco 25 febbr. 1907). E reca ad esempio gli Olandesi, nazione a lui cara forse per l’amicizia che lo legava a più d’uno di loro (Brognoligo, op. cit., pp, 58? Masi Lettere di C. G., pp. 218, 238; Q. e r Olanda, Il Palvese, 25 febbr- 1910). Giusto l’appunto che il color locale non vi è curato abbastanza (Meyer, op. cit., I, p. 89) e il Rabany si chiede perchè a Rainmur tutti dicano monsieur, nessuno mynherr, ma (avverte egli stesso) a quei giorni nel ritrarre costumi e gente esotica non si guardava tanto per la sottile (Rabany, op. cit., p. 195). Sempre per gl’intenti dottrinali no- tiamo di passata col Pellegrini ()J Ateneo Veneto, 1907, fase, gold-, p. 16) il nome trasparente di Malazucca, (in ìuititesi al Buonatesta della Finta am- malata), dato al medico usuraio che per il tristo mestiere mostra ottimi pro- positi, non l’accortezza necessaria.

Il dedicateu^io, march. Bonifazio Rangoni, figlio di Nicola e di Monica Rangoni, nato a Modena nel 1714, morto nel 1781, fu consigliere intimo di Stato, generale maggiore e governatore delle armi della sua città. Per tutte le sue virtù egli fu detto «l’esempio... de’ gentiluomini nel suo paese» (Litta, Famiglie celebri d’Italia). Hanno per noi speciale interesse i rapporti suoi con gente e cose di teatro, che nella famiglia Rangoni, dal 29 luglio 1705 al 6 aprile 1807 proprietaria dell’omonimo modenese, erano tradizionali. Su quelle