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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/188



mostra tutto; ha parso che el sia contento, e pò l’è andà via senza dirme gnente.

Brighella. Passibile che el lo abbandona?

Pantalone. No so cossa dir ; me raccomando al cielo, e lasso operar a lu.

Brighella. Vorla che vaga mi da monsù?

Pantalone. Sì, caro Brighella, contighe chi ghe xe in intrada; intcmto mi anderò da mio fio.

Brighella. La se ferma, che vien l’Olandese, (in atto di partire)

Pantalone. Va via, va via.

Brighella. Vado a dar delle chiaccole a quei che aspetta, (via)

Pantalone. El gh’ ha un omo con elo. Chi mai xelo ?

SCENA XI.

Monsieur Rainmur con un Uomo che porta un sacchetto in spalla, e PANTALONE.

Pantalone. Caro amigo, co ve vedo, me consolo. Rainmur. Metti lì. (air uomo, il quale mette il sacchetto sul tavolino)

Pantalone. Cossa xeli? (con allegrezza Rainmur. Vattene. (l’uomo parte)

Pantalone. Com’ èia, monsù Rainmur ? (con allegrezza Rainmur. Quelli sono sei mille ducati.

Pantalone. Sie mille?... Rainmur. E quattro mille vai questa lettera. (mostra un foglio)

Pantalone. E cussi... Rainmur. Disponetene.

Pantalone. Oh, sieu benedetto ! Lassème almanco che ve daga un baso. Rainmur. Ben obbligato. (si danno li due baci al solito)

Pantalone. Vu me de la vita, me de el spirito, me rinnovè el sangue, che dalle mie disgrazie se me scomenzava a guastar. Rainmur. Fatemi la lettera di cambio, tempo due anni, coli’ in- teresse ad uso di piazza.

Pantalone. Subito ve la fazzo.