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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/181


Pantaloncino. Sì, son desperà. (si libera da Brighella)

Brighella. Agiuto, zente.

Pantaloncino. Va da mio pare. Dighe che el sarà contento. (in atto di volersi ferire)

Brighella. Aiuto.

SCENA VII.

Madamigella Giannina e detti.

Madamigella. Cos’è questo?

Pantaloncino. Ah madamigella, andè via, per carità.

Madamigella. Oh Dio ! Quel ferro ...

Brighella. Signora, el se voi mazzar.

Madamigella. Come ! Un giovane della vostra sorte ...

Pantaloncino. Cara fia, no me tormente.

Madamigella. Datemi quel ferro. (con autorità)

Pantaloncino. Ve prego...

Madamigella. Indiscreto, incivile. Voglio quel ferro.

Pantaloncino. Ah ! (getta il ferro in terra, e vuol partire)

Madamigella. Fermatevi. (con autorità)

Pantaloncino. (Si getta a sedere senza parlare, e si copre il volto col fazzoletto-

Brighella. (Gran forza che gh’ ha le donne ! Le arma e le di- sarma co le voi eie). (da se; prende lo stile di terra, via)

Madamigella. Vergogna ! La disperazione è un effetto dell’ igno- ranza. Ora principio a credere che siate pazzo davvero.

Pantaloncino. Mo lassème star. Le vostre parole le ponze più de quel feno che m’ ave fatto lassar.

Madamigella. Ascoltatemi.

Pantaloncino. Son qua. No posso star in pie.

Madamigella. Sederò anch’io.

Pantaloncino. Son tutto in t’ un’ acqua, (si asciuga col fazzoletto)

Madamigella. Via. Piangete?

Pantaloncino. No pianzo. Sudo.

Madamigella. Posso sapere la causa della vostra disperazione?