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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/174


Rainmur. Cerca di voi, non cerca di me. (va al baullo, voltandosi dall’altra parte)

Madamigella. Mi fa cenno che vorrebbe parlarvi. Rainmur. Nipote, voi vi prendete spasso di me. (voltandosi)

Madamigella. Perdonatemi : non ardirei di fado. Amica, volete me, o il signor zio? Rainmur. (Sì volta, come per rossore.)

Madamigella. Desidererebbe padar con voi. Rainmur. Con me?

Madamigella. Sì signore; se non volete ascoltarla, unirà anche questo agli altri favori di uno che mostrava d’amarla. Rainmur. Fatela venire. (va a chiudere il burò)

Madamigella. (Chi sa? S’egli avesse compassione della sorella, potrei anch’ io aver tempo di guadagnare il fratello). (da sé, via Rainmur. (Chiuso il burò, va per chiudere il baullo) Ehi, partite, (alli servitori, che partono) L’amo, ma non le ho mai detto d’amarla. Queste donne conoscono troppo bene i movimenti degli occhi. (chiude il baullo) Eccola.

SCENA III.

Beatrice e Monsieur Rainmur.

Beatrice. Monsieur Rainmur. (inchinandosi Rainmur. Madamigella. (con bocca ridente)

Beatrice. Perdonate l’ardire. Rainmur. Mi fate onore.

Beatrice. Son qui venuta ... Rainmur. Perdonate. (va per due sedie)

Beatrice. (Madamigella Giannina mi ha bene instruita, ma non so se riuscirò). (da sé Rainmur. Accomodatevi.

Beatrice. Anche voi. Rainmur. (Con un risetto s’inchina, e siede.)

Beatrice. Monsieur, sono venuta ad augurarvi il buon viaggio. Rainmur. Ben obbligato. (con riverenza gioiale