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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/143


Dottore. Piano, piano, che non mi ricordo più niente affatto.

Lelio. Vedete quella calle?....

Dottore. Come si chiama il luogo della biscaccia?

Lelio. Si chiama Biri (i).

Dottore. E come si chiama il biscacciere?

Lelio. Asdrubale Tagliaborse.

Dottore. Vado subito.

Lelio. (Va, va, che ti ho insegnato a dovere). (da sé)

Dottore. Meschino me ! In Biri ? Lo troverò questo Tagliaborse ?

Lelio. Domandate ad un tal Pancrazio Spaccatesta.

Dottore. Oh che nomi ! Oh che gente ! Poveri i miei denari ! Se non lo trovo, ci penserete voi. Signor Fabrizio Malmenati, ci penserete voi. (via)

Lelio. Ora che hai il mio nome ed il mio cognome, stai hresco. Manco male che ho sospettato il vero. Povero diavolo, mi fa compassione, ma neanche per questo gli darei indietro li cin- quanta zecchini, che ho avuti da Pantaloncino.

SCENA III.

Pantaloncino e Lelio.

Pantaloncino. Oh sior Lelio, giusto vu ve cercava.

Lelio. Anch’ io doveva venire in traccia di voi.

Pantaloncino. I ho persi tutti.

Lelio. Bravissimo.

Pantaloncino. Son senza un bezzo; e gh’ho bisogno d’agiuto.

Lelio. A questo proposito devo darvi una buona nuova.

Pantaloncino. Via mo. Lej^IO. Il medico vi cerca, e vuole indietro li due mille ducati.

Pantaloncino. Eh via, che sé matto.

Lelio. Se giungevate qui due minuti prima, l’avereste veduto e r avereste goduto. Ma se volete, siete ancora a tempo. Andate giù di quel ponte, che lo troverete ... ( 1 ) Biri, o Birri, chiamasi a Venezia « un’ ampia contrada dietro la chiesa di S. Can- ciano » : G. Tassini, Curiosità venez., Ven. 1886, p. 89.