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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/138


Pantaloncino. In materia de cargadura, eia, patrona cara, la ghe n’ha tanta che fa spavento.

Beatrice. (Abbiate giudizio). (piano a Pantaloncino)

Madamigella. Spiegatevi : in che mi credete voi caricata ?

Pantaloncino. Oh bella! Una donna tutto el zomo coi libri in man, no xela una cargadura?

Madamigella. Oh, è peggio asscii veder un giovane colle carte in mano da gioco.

Beatrice. Sentite? Vostro danno.

Pantaloncino. No posso soffrir le putte dottoresse.

Madamigella. Né io i giovanotti balordi.

Pantaloncino. La parla con una gran libertà, patrona.

Madamigella. Parlo come mi avete insegnato voi.

Pantaloncino. Xe assae, che una sapiente della so sorte se degna de imparar da mi.

Madamigella. Dai cattivi maestri s’ impara il male per forza.

Pantaloncino. E pur con tutto che la me desprezza, ancora la me piase.

Madamigella. Né voi mi dispiacereste, se foste un poco più ra- gionevole.

Beatrice. Via, siate buoni tutti due : si vede che avete del genio, ma non vi sapete far intendere. (Volesse il cielo, che seguisse un tal matrimonio). (da sé)

Madamigella. Sapete voi che cosa sia amore?

Pantaloncino. No so se m’inganna, ma me par de saverlo.

Madamigella. Come lo sapete?

Pantaloncino. Perché ho fatto l’ amor tutto el tempo de vita mia.

Madamigella. Voi non sapete nulla. Amore nasse dall’ intelletto.

Pantaloncino. E mi ghe digo, che amor el nasce dalla volontà.

Madamigella. Prima di amare, bisogna conoscere se la persona merita di essere amata.

Pantaloncino. Per mi, co la me corrisponde, la merita.

Madamigella. Questo é l’ amor delle bestie.

Pantaloncino. Mi vago sempre alle curte, se la me voi, son qua.

Madamigella. Non so che fare di voi. Non posso amare un