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Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1910, IX.djvu/137


Beatrice. Lo studio che mi ha fatto fare, consiste nella rocca, neir ago e nel ricamo.

Madamigella. Povere donne ! Ci tradiscono i nostri padri me- desimi ; essi e’ impediscono di studiare, fondati sulla falsissima prevenzione, che lo studio non sia per noi. Credono che l’in- telletto delle ragazze non sia disposto alle scienze, e talora violentano allo studio un maschio, che inclinerebbe al lavoro, e condannano alla rocca una figlia, che averebbe tutta l’ abi- lità per diventare sapiente.

Beatrice. Dite la verità, cara amica ; se mio padre mi avesse fatto studiare, sarei riuscita assai meglio di mio fratello.

Madamigella. Il signor Pantaloncino vostro fratello ha sortito bel- lissimi doni dalla natura.

Beatrice. E quali son questi doni?

Madamigella. Quelli che cogli occhi si veggono. Un beir aspetto, un’ aria brillante, un primo abbordo che ferma.

Beatrice. Vi piace dunque mio fratello. Che sì che ne siete innamorata? Madamigella, Forse ne farei innamorata, se a fronte di quelle cose che in lui mi piacciono, non ne avesse altrettante che mi dispiacciono.

Beatrice. E quali sono le cose che in lui vi dispiacciono?

Madamigella. Quelle che da una mala educazione derivano.

Beatrice. Nostro padre lo ha sempre bene educato.

Madamigella. Mentre il padre lo educava bene, le male pra- tiche lo educavano al male.

Beatrice. Eccolo ch’egli viene.

Madamigella. Peccato! Un giovane di quella sorte, senza una dramma di buona filosofìa.

SCENA XIV.

Pantaloncino e dette.

Pantaloncino. Patronazza, ghe son servitoretto.

Madamigella. Padronaccia e servidoretto ! Un superlativo a me di disprezzo; un diminutivo per voi di caricatura.