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Pantaloncino. Sri bezzi i xe vegnui a tempo. Ghe n’aveva bisogno, e no saveva dove dar la testa. Finalmente no ghe li ho miga truffai; li ho tolti all’otto per cento, e se no pagherò mi, pagherà mio pare. Mi no posso star senza bezzi, e co i xe pochi, no i me basta. Coi amici son de bon cuor; co le donne son generoso; me piase un pochetto zogar; la sera no posso star senza un poco de recreazion; casin a Venezia, casin alla Zuecca, gondola, palchi, osteria, tutte cosse necessarie per far quel che fa tanti altri. Oh, me dise qualcun, ti fallirà, ti farà fallir anca to pare; e per questo? Se giusteremo, e torneremo in piazza.

SCENA VI.
Corallina e Pantaloncino.

Corallina. Signor padroncino, ho piacer di trovarvi solo; ho bisogno assai di parlarvi.

Pantaloncino. Son qua, parie, comandè. Aveu bisogno de gnente?

Corallina. Avrei bisogno che mi restituiste quei cento e cinquanta ducati, che vi ho prestati.

Pantaloncino. No me li aveu dai a censo? No ve paghio el diese per cento?

Corallina. Sono due anni che non mi date un soldo. Ho bisogno di valermene, e voglio li miei denari.

Pantaloncino. Volè i vostri bezzi?

Corallina. Certamente. E se non me li darete, lo dirò a vostro padre, e sarà finita.

Pantaloncino. E avaressi sto cuor de tradir in sta maniera el vostro povero Pantaloncin?

Corallina. Io non ho bisogno delle vostre parole; voglio i miei denari.

Pantaloncino. So pur che una volta me volevi ben.

Corallina. Bella maniera per farsi amare! Ne meno darmi il frutto dei poveri miei denari.

Pantaloncino. Via, siè bona, e ve li darò.