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L'AUTORE

A CHI LEGGE1.


D
OPO lunga remora di più e più mesi, riprendo ora la penna in mano per continuare la mia edizione. So quanto è stato mormorato di me per tal causa, e so quante favole sono state inventate. Corsi veramente un po’ troppo, promettendo nel primo mio Manifesto2 di dar terminata l’edizione di dieci Tomi in un anno; ciò non ostante, pochi mesi di più avrei speso nell’ultimarla, se cinque mesi continui non fossi stato malato3: due in Modena e tre in Milano. Della malattia di Modena ho già parlato nel Tomo sesto, di questa di Milano parlerò ora a chi ella non fosse nota; non perchè io abbia vanità di render pubbliche le menome cose che di bene o di male mi accadono, le quali niente interessano la curiosità de’ Lettori, ma solo per giustificare la mia condotta. Fu essa una malattia più di spirito che di corpo, prodotta da una incessante fatica, consistente in una diffusione di pessimi sughi in tutto il genere nervoso, con convulsioni, vigilie e debolezza di mente, a tal segno che non solo io mi trovava inabilitato allo scrivere, ma leggere io non poteva una lunga lettera. In tale stato vissi penando tutta l’estate, e debitore son io della riacquistata salute al dottissimo Dottor Baronio, Medico Milanese, non perchè egli cercato abbia di guarirmi con medicamenti superflui o vani; ma perchè conoscendo egli il mio male consistere principalmente nella fantasia, alterata dai disturbi dell’animo mio pur troppo al Mondo tutto palesi, ha trovato l’utile medicina delle parole, dei consigli e delle ragioni, la quale a poco a poco mi ha sollevato, e nello stato di prima la mente mia ha ricondotta. Ma che doveva io fare nell’autunno, quando mi trovai in istato di poter scrivere? Aveva l’obbligo di terminar l’Edizione: aveva quello di dar otto Commedie nuove alla Compagnia a cui scrivo 4: gli
  1. Questa prefazione uscì la prima volta nel t. VIII (1755) dell’ed. Paperini di Firenze.
  2. Alludesi alla Lettera ad un amico, stampata anche in testa al t. I dell’ed. fiorentina.
  3. Nella primavera e nella state dell’anno 1754. V. anche Mém.es, P. 1, ch. XXIIMemorie di Carlo Goldoni.
  4. La Compagnia dei Comici del teatro di S. Luca, a Venezia.