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ALL’ILLUSTRISSIMO

SIGNOR CONTE

DON GIAN RINALDO

CARLI-RUBBI

Cavaliere e Commendatore della Sacra Religione ed

Ordine Militare de’ SS. Maurizio e Lazzaro.


E
LLA è, Illustrissimo Signor Conte, uno degl’illustratori del nostro Teatro Italiano. La sua erudita Dissertazione dell’Indole del Teatro Tragico, registrata negli Opuscoli del Padre Calogerà, è un argomento chiarissimo ch’ella, col confronto de’ buoni Autori, e coll’esperienza alla mano, sa conoscere più d’ogni altro le buone regole, i veri difetti e gli opportuni rimedj, che alla perfezione dell’opera possono in questi nostri tempi condurre. Non si è contentato d’illuminare il Mondo con i precetti, ma ha voluto dare un’idea pratica, un esemplare vivissimo della miglior Tragedia nella sua Ifigenia in Tauris1, nella quale ha saputo unire felicemente i precetti de’ nostri Antichi al piacevole genio dei moderni. Una prova di ciò evidente si è l’incontro fortunatissimo ch’ella ebbe sulle nostre Scene; poichè in Venezia, negli ultimi giorni del Carnovale, ne’ quali pare che il ricordo solamente voglia tirar il popolo, fu, quantunque grave e severa, atta a fissar l’udienza per più e più sere, facendo prevalere il dolce pianto alle smodate risa. Può ciascheduno, in leggendola, rilevarne il perchè, trovando in essa le buone regole per piacere, consistenti: in verità di caratteri, maneggio forte delle passioni, arte nella condotta, dolcezza nello stile, e ottima scelta dell’argomento.

Se il genio mio portato mi avesse a cotal genere di Teatrale Poesia, non mi sarei dipartito dalla di lei scuola, ma siccome

  1. Uscì la prima volta senza nome d’autore a Venezia, Recurti, 1744.