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590 ATTO TERZO

Pancrazio1. Lo lasci andare e ne prenda un altro.

Arlecchino. Oh che nodaro ignorante! Nol sa gnanca scriver el me nome? Ghe digo che me chiamo Arlecchin Battocchio, el ghe va a metter quondam illegittimo.

Notaro. Come vi chiamate voi? (ad un servitore)

Servitore. Titta Maglio, quondam Orazio.

Notaro. (Scrive il nome del servitore.)

Arlecchino. Cossa vuol dir quondam? (al servitore)

Servitore. Non lo so neppur io2.

Arlecchino. Mi ghe zogo, che no lo sa gnanca el nodaro.

Notaro. Voi dunque sarete i testimoni di un contratto di rinuncia, che fanno questi signori a favore della signora Rosaura ecc.

Costituiti avanti di me notaro infrascritto, ed alla presenza degli infrascritti testimoni, l’eccellentissimo signor dottor Graziano Balanzoni, dottor dell’una e dell’altra legge...

Dottore. Avvocato civile e criminale.

Notaro. Ci s’intende.

Dottore. Favorisca di mettere i miei titoli.

Notaro. La servo: avvocato civile e criminale (scrivendo) e l’illustrissimo signor Florindo Ardenti, come eredi sostituiti dal testamento del quondam signor Petronio Balanzoni, rogato negli atti miei, ecc. e considerando che se la signora Rosaura adempie la condizione testamentaria sposando il signor Pancrazio Aretusi, come era disposta e pronta ad eseguire, perdono la speranza di conseguire parte veruna di detta eredità, però convenuti sono di ricevere per una volta solamente ducati diecimila veneziani da lire sei e soldi quattro per ducato, di ragione di detta eredità, lasciando in libertà la signora Rosaura di sposarsi a chi più le parrà e piacerà, per evitare che ella non facesse un matrimonio forzato, stante l’età decrepita del signor Pancrazio...

Pancrazio3. Questo decrepita è un poco troppo, signor notaro; bastava dire avanzata.

  1. Bett.: «Pant. La lo lassa andar, la ghe ne toga un altro».
  2. Bett: (Non lo so gnanca mi).
  3. Bett. «Pant. Sto decrepita xe un poco troppo, sior nodaro; bastava dir avanzada».