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92 ATTO PRIMO

Rosaura. Guardate mo che1 presunzione! voler lasciar me arruffata, per perdere il tempo intorno a se medesima.

Colombina. E che! non ho io forse de’ capelli in capo, come ne avete voi?

Rosaura. Sì, ma io son la padrona, e tu sei la serva.

Colombina. Oh, di grazia, non mi fate dire.

Rosaura. E bada a durare2. Or ora verrà lo sposo che si attende a momenti, e mi troverà in questa maniera.

Colombina. Anch’io, signora, aspetto lo sposo, e mi preme di comparire3.

Rosaura. E ti vuoi paragonare con me, sfacciatella che sei?

Colombina. Ehi, signorina, non mi perdete il rispetto, sapete, che ve ne pentirete.

Rosaura. Impertinente, levati, o ti farò levare con un bastone.

Colombina. Poter del mondo! a me un bastone? (s’alza)

Rosaura. Così rispondi alla padrona? Disgraziata, lo dirò a mio padre.

Colombina. Che padrona? Che padre? Eh, signorina, ci conosciamo.

Rosaura. E che vorresti dire, bricconcella?

Colombina. Alto, alto con questi titoli, che se mi stuzzicherete, vomiterò ogni cosa, sapete.

Rosaura. Via, parla, che puoi tu dire, bugiarda?

Colombina. Posso dire... basta. Se ho taciuto finora, adesso non voglio tacere.

SCENA II.
Dottore e dette.

Dottore. Cos’è questo rumore? Cos’è stato? Che cosa avete?

Rosaura. Ah signor padre! Mortificate4 colei. Ella m’insulta, mi maltratta, mi perde il rispetto.

Dottore. Come? Così tratti una mia figliuola? (a Colombina)

Colombina. Eh, signore, so più di quello che v’immaginate. Mia madre m’ha detto tutto, sapete.

  1. Bettinelli: guardate che.
  2. Bettin.: E bada a me.
  3. Bettin. aggiunge: amata.
  4. Zatta: Ah, signor padre, mortificate.