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410 ATTO PRIMO


muggier d’un certo Arlecchin Battocchio, che xe veramente un battocchio da forca.

Ottavio. Si potrebbe vedere d’introdursi per via di costoro?

Brighella. La lassa far a mi; parlerò a sta siora Catte; so che la xe una donna de bon cuor, e spero che col so mezzo se farà qualcossa.

Ottavio. La ragazza mi piace. La terrò sotto la mia protezione.

Brighella. La protegge un certo vecchio mercante, che i ghe dise Pantalon dei Bisognosi.

Ottavio. Un mercante cederà il luogo ad un marchese.

Brighella. Ma lu lo fa a fin de ben, e solamente per carità.

Ottavio. Eh, me ne rido di questa sorta di carità. Basta, oggi anderemo a ritrovarla.

Brighella. La sappia, lustrissimo, che ho scoverto un’altra cossa.

Ottavio. Che è innamorata?

Brighella. La l’ha indovinada.

Ottavio. Già me l’immaginava. La modestina! Andiamo, andiamo.

Brighella. E sala chi è el so moroso?

Ottavio. Qualche rompicollo.

Brighella. Pasqualin, fio de Menego Cainello, barcariol de casa de V. S. Illustrissima.

Ottavio. Buono, buono! ed egli le corrisponde?

Brighella. L’è morto per ela.

Ottavio. Dunque si potrebbe fare questo matrimonio... E poi colla mia protezione... sì, sì. Va là, chiamami Cainello e fa che venga da me.

Brighella. La servo subito. (Matrimoni fatti per protezion? Alla larga). (da sè)

SCENA IV.
Il marchese Ottavio, poi Menego.

Ottavio. Così è. Potrei servirmi di quel giovane o per barcaiuolo, o per staffiere, o per cameriere; e della ragazza per donna di governo. È una giovane che mi piace assai.