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A SUA ECCELLENZA

IL SIGNOR CONTE DON

GIUSEPPE ARCONATI

VISCONTI

Regio Feudatario di Arconate, Lomazzo, Cerimedo, Fenegrò, Guanzate e Rovelasca, Gentil Uomo di Camera ed Intimo Attual Consigliere di Stato delle Loro Maestà Imperiali, Consigliere nel Supremo Consiglio d’Italia e Commissario Generale de’ confini dello Stato di Milano, Altro de’ Signori LX. Decurioni di quell’Eccellentissimo General Consiglio e Regio L. T. del V. Spedal Maggiore della medesima Città di Milano ecc.


IO per dir vero del numero di quei non sono, che possano a ragione della fortuna lagnarsi. Ella mi ha fatto sempre del bene, e me lo ha fatto anche quando meno lo meritavo, e mi ha ella porta la mano più d’una fiata a risorgere, qual’ora ingrato a suoi doni le voltai, per così dire, le spalle.

Pregiatissimo dono della fortuna rimarco io l’onor massimo dell’alto Patrocinio vostro. Eccellentissimo Signore, onore e dono che io confesso non meritare, e che di custodir mi prefiggo gelosamente quanto la mia medesima vita, giacchè del pari nell’animo mio risento il piacer di essere, e quello di essere cosa vostra.

Quelli che hanno l’immagine della fortuna nell’oro e nell’argento e nella vita comoda collocata, si rideranno di me, che in mezzo alle fatiche e alli stenti, e assai mediocremente in arnese, e incerto sempre del mio destino, fortunato mi vanto; ma io co-