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LA VEDOVA SCALTRA 365

Monsieur. Eccovi una piccola bottiglia di sans pareille1. (le dà una bottiglietta)

Rosaura. Con questa mi darò a conoscere2.

Monsieur. Dove, mia cara, potrò vedervi?

Rosaura. Sarete avvisato.

Monsieur. Oh cielo! fa volar presto queste ore importune.

Rosaura. Oh stelle! fate che il cuor3 sia contento.

Monsieur. Ah madama, siete troppo crudele!

Rosaura. Ah monsieur, mi avete mal conosciuta! (parte)

SCENA XV.
Monsieur le Blau e Don Alvaro.

Monsieur. E non posso seguirla? E mi è vietato vederla? Chi mai può esser costei? Una Francese venuta per me a Venezia? Non è ch’io non lo meriti, ma duro fatica a crederlo. Non potrebbe darsi che fosse una di queste maschere del bel tempo, che si fosse presa divertimento di me? Ed io così francamente ho creduto, e mi sono sentito ardere d’amore per lei? Gran virtù del bel sesso! Gran calamita dei cuori! Ma io, sull’incertezza di un incognito oggetto, cederò Rosaura al rivale? Ah sarebbe troppo precipitosa la corsa, e inconsiderato l’impegno! Sono in libertà di pretender Rosaura, nè voglio perderla, senza assicurarmi di un acquisto migliore. Don Alvaro.

Alvaro. Che chiedete? (s’alza, e si fa avanti)

Monsieur. La dama francese negò di farsi conoscere, nè sono in grado di preferirla a Rosaura così ciecamente.

Alvaro. La cederete vostro malgrado.

Monsieur. Saprà difenderla il mio valore.

Alvaro. Amore e la Vittoria sono due numi che servono al merito di don Alvaro.

Monsieur. Questa volta li avrete nemici. (si battono)

  1. Pap., Sav. ecc.: samparelie.
  2. Segue nell’ed. Bettin.: «Mons. Non mi tenete lungo tempo all’inferno. Ros. Poche ore mancono (sic) a sera».
  3. Bettin.: il mio cor.