Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, II.djvu/362

352 ATTO TERZO

Marionette. Ma volete davvero persuadere vostra sorella?

Rosaura. Pensa tu, se voglio fare simile pazzia! L’ho detto per lusingarlo.

Marionette. E la conversazione delle dame che cosa è?

Rosaura. Un pretesto per invitare i quattro rivali.

Marionette. Siete pronta davvero nelle vostre invenzioni.

Rosaura. Così convien essere. Ma andiamo, che avanti sera voglio far la scena che già t’ho detto. Gli abiti li ho di già preparati1.

Marionette. Dove troverete i vostri quattro adoratori?

Rosaura. Al caffè. Verso sera non mancano mai.

Marionette. Il cielo ve la mandi buona.

Rosaura. Chi non ha coraggio di procurare la sua fortuna, mostra espressamente di non meritarla. (parte)

Marionette. Io vedo che in Francia, in Inghiltena, in Italia e per tutto il mondo, le donne sanno molto bene dove il diavolo tiene la coda. (parte)

SCENA IV.
Strada con casa di Rosaura.
Monsieur le Blue da una parte e D. Alvaro dall’altra, tutti due con i biglietti di Rosaura in mano, osservandoli.

Monsieur. (Io dunque sono l’albero di una2 casa? Questa frase non mi pare adattata). (da sè)

Alvaro. (Il mio albero è lo stesso che il mio ritratto? Ciò mi sembra manifesto sproposito). (da sè)

Monsieur. (La mia origine da principi e da monarchi? Sarebbe una ironica derisione). (da sè)

Alvaro. (Lo stipite dell’albero non può chiamarsi l’originale). (da sè)

Monsieur. (Sarebbe una bella figura rettorica, chiamar suo padre col titolo d’albero della sua casa!) (da sè)

  1. Bettin.. Paper, ecc.: e non mi resta, che la tua lezione, per riuscire perfettamente.
  2. Bettin.: di mia.