Pagina:Goldoni - Opere complete, Venezia 1908, II.djvu/347


LA VEDOVA SCALTRA 337

Rosaura. Ringraziatelo.

Birif. Madama. (fa una riverenza, e vuol partire)

Rosaura. Prendete. (gli vuol dar la mancia)

Birif. Maraviglio1, madama. (non la vuole e parte)

SCENA XVI.
Rosaura e Marionette, poi Arlecchino vestito da servitore spagnuolo.

Marionette. Non ha fatto così l’Italiano, no.

Rosaura. E non l’avrebbe fatto nemmeno il Francese.

Marionette. Ma quest’Inglese dice davvero. Spende alla generosa e tratta da principe. Bisogna dir che sia molto ricco.

Rosaura. E quanto ricco, altrettanto generoso. E questo mantellone chi diamine è2?

Marionette. Oh! questi è Arlecchino, vestito da servitore spagnuolo.

Rosaura. Che mutazione è questa?

Marionette. Qualche bizzarria del suo vago cervello.

Arlecchino. Guardi il Cielo molti anni donna Rosaura. (si cava il cappello)

Rosaura. Che scene son queste? Quante figure pretendi di fare? Chi ti manda?

Arlecchino. Don Alvaro di Castiglia, mio signore. (si cava il cappello)

Rosaura. E che ti ha ordinato di dirmi?

Arlecchino. Manda a donna Rosaura un tesoro. (come sopra)

Marionette. Canchero! un tesoro? Gli sarà venuto dall’Indie.

Rosaura. E in che consiste questo tesoro?

  1. Bettin.: Mi meraviglio.
  2. Si legge nelle precedenti edizioni: «Ros. E quanto ricco, altrettanto generoso. Mar. Vi dirò anche perche gli Inglesi sono così amorosi colle Italiane e colle Francesi. Io ho servito tre anni in Inghilterra, e so che le loro donne vivono in un gran ritiro, e con una gran soggezione. Vengono qui; trovano un poco di conversazione, spenderebbero il cuore. Ros. Questa ragione non è fuor di proposito. E questo mantellone chi diamine è?»