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L'UOMO PRUDENTE 261

Beatrice. Può tardar poco a venire.

Diana. Attenderò dunque le vostre grazie.

Beatrice. Non mancherò a’ miei doveri.

Diana. Amore, a te mi raccomando. (entra nell’altra camera)

SCENA IX.
Beatrice, poi Ottavio.

Beatrice. La presenza di Diana gioverà molto per tener in freno Ottavio, quand’egli vedrà morire suo padre.

Ottavio. (Eppure non sono ancor quieto; il cuore mi presagisce qualche sinistro). (da sè, turbato)

Beatrice. Che avete, signor Ottavio, che mi sembrate sospeso?

Ottavio. Ho incontrato mio padre, che scendeva le scale. Mi guardò torvo, non mi disse parola, e pareva gli uscisse il pianto dagli occhi.

Beatrice. E bene! Che perciò?

Ottavio. Non vorrei avesse penetrato quello che si tramava contro di lui.

Beatrice. Non lo sappiamo che voi ed io. lo certamente non ho parlato. Se voi non l’aveste fatto...

Ottavio. Guardimi il cielo; se dubitar potessi che ciò si svelasse, mi darei la morte colle mie mani.

Beatrice. Sentite quanta gente sale le scale!

Ottavio. Certo, questo è un gran romore.

Beatrice. Chi sono coloro?

Ottavio. Non li conosco.

Beatrice. S’avanzano.

Ottavio. Che mai sarà?

SCENA X.
Birri, Bargello, Notaio e detti.

(I birri fermano Ottavio, gli levano la spada. Il bargello ferma Beatrice. I due si lagnano dell’affronto. Il bargello li fa tacere con buona grazia. Il notaio dice al bargello che li conduca in prigione, ed egli lascia a