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L'UOMO PRUDENTE 237

Beatrice. E vi credete che questo bel matrimonio debba seguire?

Pantalone. Lo credo seguro.

Beatrice. Quanto v’ingannate! Andate, andate a correr dietro al signor sposo. Se vostra figliuola non ha altra marito, vuol invecchiare fanciulla.

Pantalone. Donca savè la baronada che el m’ha fatto, e ve ne ridè?

Beatrice. Lo so e me ne rido, perchè io sono quella che ha fatto partire il signor Florindo; ne avrà più ardire di tornarci, nè s’azzarderà più di trattare un tal matrimonio.

Pantalone. Beatrice, qua scomenzè a toccarme dove che me diol. No cerchè altro che de perseguitar quella povera putta, e par che abbiè ambizion de strapazzar l’onor de sta povera casa. Me maravegio però de sior Florindo, che ascoltando vu più de mi, tradissa in sta maniera una putta innocente, e un omo d’onor come che son1 mi.

Beatrice. Eh, questi son scherzi della gioventù.

Pantalone. Queste le xe baronae, che merita una schioppetada. Sior Florindo ha da sposar mia fia, o el se farà cognosser per un omo infame.

SCENA XII.
Florindo e Rosaura escon di camera, e detti.

Florindo. Florindo è uomo onorato, ed è di Rosaura consorte.

Pantalone. Come!

Beatrice. Che vedo?

Pantalone. Sior Florindo, vu sè mario de mia fia?

Florindo. Sì signore, ella ne ha avuta la fede.

Pantalone. Fia mia, ti xe novizza de sior Florindo? a Rosaura)

Rosaura. Signor sì, l’abbiamo aggiustata fra di noi.

Pantalone. Siora Beatrice, cossa diseu? No se pol far un matrimonio senza de vu. Sior Florindo no averà più ardir de metter

  1. Bett., Sav. e Zatta: come son.