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L'UOMO PRUDENTE 215


Rosaura: ma avvertite di non iscoprirvi così subito, lasciate prima che vada a letto suo padre. Quando sarà tempo, v’avviserò io.

Florindo. Ma dove devo nascondermi?

Colombina. Qui, dietro questa portiera. lo conduce ad una delle due porte)

Florindo. Per amor del cielo, non mi tradire.

Colombina. Uh, siete pur pusillanime! Gli amanti devono essere coraggiosi nelle avventure amorose. Sento gente, nascondetevi qui.

Florindo. Amore, assistimi nell’impegno in cui sono. (si nasconde sotto la porta)

Colombina. Oh, vuol essere bella! Sinora l’affare va bene: attendiamo il resto. Ma dimattina voglio andar da mia madre: canchero, due mila scudi! Mia sorella non me la ficca.

SCENA XIV.
Rosaura col lume e smoccolatoio, e detti.

Rosaura. Colombina.

Colombina. Signora.

Rosaura. Questa sera non si cena?

Colombina. Oh sì, altro che cenare! Vostro padre ha gridato con la moglie; stassera non si cena.

Rosaura. Se egli ha gridato, non ho gridato io. Mi sento fame e voglio mangiare.

Colombina. Eppure non dovreste aver fame.

Rosaura. Perchè?

Colombina. Perchè siete innamorata.

Rosaura. Quanto a questo poi, l’amore non mi leva punto l’appetito.

Colombina. Ma se vedeste il vostro signor Florindo, lasciereste qualunque lauta mensa?

Rosaura. Oh, questo poi no; faccio più conto di una vivanda, che mi piace, di quanti Florindi vi sono. (Florindo fa de’ moti d’ammirare)