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L'UOMO PRUDENTE 203

Diana. Obbligatissima alle sue grazie.

Pantalone. Gh’ala la carrozza?

Diana. No signore, sono a piedi.

Pantalone. E la vol andar via cussì1 sola col servitor? Vorla che la serva mi?

Diana. Oh, non permetterei mai tala cosa.

Pantalone. Oh via donca, la servirà sti zentilomeni.

Ottavio. La signora Diana non ha bisogno di nessuno, poichè la voglio servir io. con serietà caricata)

Pantalone. Oh, sì ben, disè benb. No gh’aveva pensà. (Oh che fio!2) Andè, ma tornè presto, che avanti che vaga in letto, v’ho da parlar. a Ottavio)

Ottavio. Quello che mi volete dire stassera, me lo direte domani.

Pantalone. No ve basta compagnar siora Diana a la casa3? La compagneu anca a la camera? Feu da braccier e da cameriera? No la se n’abbia per mal, che digo per rider.

Diana. (Che4 vecchietto gioviale!) piano ad Ottavio)

Ottavio. (Chec vecchio malizioso, volete dire). piano a Diana)

Lelio. Orsù, signor Pantalone, a buon riverirla.

Pantalone. Presto, luse, torzo. Brighella, Arlecchin, Colombina.

SCENA IV.
Brighella con torcia accesa, poi Pantalone, Beatrice,

Arlecchino e Colombina.

Pantalone. E sti altri dove xeli? Arlecchin, digo, Colombina; xeli in letto costori?

Beatrice. Non sono a letto, no, ora verranno. Arlecchino, Colombina. li chiama)

Colombina. Cosa comanda?

  1. Sav. e Zatta: simil. (3) Sav. e Zatta: dixè ben ben.
  2. Oh che fio, per metafora, oh che briccone.
  3. Luse, torzo: lumi, torcia.
  1. Sav. e Zatta: andar cussì.
  2. Sav. e Zatta: a casa?
  3. Bettin., Sav. e Zatta: Gran.
  4. Bettin., Sav. e Zatta: Gran.