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L’AUTORE

A CHI LEGGE.


LUOMO PRUDENTE, che nella mia edizione1 fiorentina tiene il luogo di Commedia XXV era la terza nella edizione di Venezia nel Tomo I. Allora l’accompagnai con una lettera all’Editore2; e buon per me che il medesimo l’ha stampata; poichè serve ora per mia giustificazione contro l’esclamazioni di un zelantissimo Autore, il quale da questa Commedia sola mal concetto formando delle opere mie, le ha senza leggerle condannate. Pregoti, Lettor carissimo, di scorrere attentamente questa mia lettera, che ora trascrivo, e rileverai in appresso il motivo del mio rammarico.

Ho letta di volo e ho corretta all’ingrosso la terza (Commedia), che destinata abbiamo alla stampa. Ve la rimando, perchè non manchi materia al torchio; e vi prego, circa all’ortografia, facciate che il correttore supplisca.

Dal principio del Carnovale passato io non ho più Veduto rappresentare l’Uomo Prudente, e nè tampoco ho avuto tempo di leggerlo; onde, ripassandolo ora alla meglio, mi ha fatto specie, come se cosa nuova e non mia fosse effettivamente. Mi son consolato delle cose che mi pajono buone, ne ho scoperte delle cattive, e ho deciso dentro di me medesimo, che quando ho scritta la presente Commedia, non avevo ancora spogliata affatto la fantasia di tutti i pregiudizi del Teatro corrotto, e che mi compiacevo tuttavia del sorprendente e di una estraordinaria virtù.

In quel tempo fece la sua gran comparsa l’Uomo Prudente, a fronte del cattivo Teatro. Non so se in oggi avrà la stessa fortuna a fronte delle Commedie mie posteriori, le quali hanno in loro più natura, più verità, miglior condotta e stile migliore. Qualunque sia per essere l’evento di tal confronto, sarà forse male per la

  1. Nella ed. Paperini di Firenze si legge: in questa mia edizione.
  2. La lettera, come nell’epistolario vedremo, porta la data di «Milano, 22 Luglio 1750».