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AL CHIARISSIMO

SIGNOR


QUELLO che abbiamo di più prezioso al mondo, Signor Pitteri, amico mio dilettisimo, si è la buona riputazione, in cui ci lusinghiamo di essere presso degli uomini. La morte istessa, che per natura nella parte nostra inferiore dee rattristarci, reca a noi minor pena colla speranza di vivere nella memoria dei Posteri, e di tenere per molti secoli un posto assai decoroso fra i nomi e fra le immagini delle persone onorate. Qual sarà dunque l’obbligo mio verso di Voi, celebratissimo Signor Pitteri, poichè avete voluto eternarmi coi vostri Rami preziosi, noto perciò rendendo il mio nome alle più straniere nazioni e a tutti quelli che dopo di noi per lunghi secoli succederanno? Non vi siete sol contentato di imprimere il mio ritratto nella breve pagina che onora il primo tomo della mia presente edizione, ma sul disegno istesso dell’illustre nostro Piazzetta, di gloriosa memoria, vi siete compiaciuto1 di estendere il vostro egregio bulino, dando al pubblico in foglio grande il mio ritratto medesimo. Quattro soli ritratti si contano fra la serie preziosissima de’ vostri Rami in grande, quello cioè dell’ornatissimo Signor Marchese Scipione Maffei, quello del celebrato Piazzetta, il vostro elegantissimo ed il mio sopraddetto. Quale opinione non avrà il mondo per me avvantaggiosa, veggendo la mia effigie andar del pari con quelle di sì grandi uomini? Voi, per accreditare vieppiù ancora il mio nome, studiato avete di far palese al pubblico, che non il caso o l’altrui desiderio ha eccitata la vostra mano al lavoro; ma l’opera è solo parto dell’amore e dell’amicizia che a voi mi lega, spiegando la somma liberalità dell’animo vostro colle parole alla mia immagine sottoposte, onde

  1. Paperini stampa: compiacciuto; e più sotto: eggregio, oppinione, dissegno, proggetto, esiggono, rissentito, diffetto, malvaggi, moriggerate.