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I DUE GEMELLI VENEZIANI 123

Tonino. (Stè a veder, ch’el vol la bonaman). (da sè) Comandè.

Dottore. Perdoni la confidenza. Cos’ha di bello in quel bauletto?

Tonino. (Ah ah, l’amigo ha lumàa le zogie). (da sè) Certe bagatelle. Certe zogiette.

Dottore. Buono, buono. Mia figlia sarà tutta contenta.

Tonino. (Oh che Dottor bon stomegob). (da sè) Basta, se l’averà giudizio, le sarà soe. (In tel comioc). (da sè)

Dottore. Veramente colle donne bisogna essere liberale.

Tonino. Compare, son1 galantomo. Non2 averè da dolerve de mi nè vu, nè vostra fia.

Dottore. Di ciò ne sono più che certo.

Colombina. Via, finitela, andate una volta. (a Tonino)

Tonino. Vago solo?

Dottore. Sì, con tutta libertà.

Tonino. Bravo. Cussi me piase. (Questo xe un pare de garbo. Lori tende alle zogie, e mi spero cavarme dai freschi con un per de lirazze). (da sè, ed entra in casa del Dottore)

SCENA V.
Dottore e Colombina.

Colombina. Mi pare che questo signor Zanetto sia poco innamorato della signora Rosaura.

Dottore. Ma perchè?

Colombina. Non vedete quanta fatica ci vuole a farlo andar in casa? Vago solo, sior sì, sioria vostra. Mi fa venire i dolori colici.

Dottore. Da una parte lo compatisco. Sai cosa gli ha fatto Rosaura?

Colombina. E che gli ha fatto?

Dottore. Gli ha dato un potentissimo schiaffo.

Colombina. Per qual cagione?

  1. Ha lumà, ha veduto: termine furbesco in gergo.
  2. Bon stomego, buono stomaco, cioè di poco onore.
  3. In tel comio, nel gomito, cioè all’incontrario.
  1. Sav. e Zatta: so.
  2. Sav. e Zatta: no.