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Trovava in loro delle cose che mi piacevano, e ne trovava assai di più che non valevano a persuadermi.

Ma a poco a poco trasportatomi coll’immaginazione a que’ tempi, ne’ quali questi valorosi Maestri scrivevano, cominciai a gustare la verità e ad imparare da essi a conoscere i caratteri ed i costumi antichi, prestando fede ai loro ritratti. Così, diss’io allora fra me, così si dovrebbe fare presentemente da’ nostri Comici Autori. Non mancano originali a’ dì nostri, e meriteremmo noi da’ nostri Posteri la stessa stima, che noi accordiamo agli antichi. Vidi poscia in un altro canto il celebre Autor Francese Moliere1. Ardea di voglia di leggerlo, ma non avea sin allora alcuna notizia di quella lingua. Mi proposi di apprenderla, tosto ch’io avessi posto il piede in Collegio, non per altro motivo che per intender Molier. Vennero frattanto le Dimissorie per la tonsura. Entrai nel posto assegnatomi. Partì mio Padre; cominciai il mio studio legale; ma cogli occhi sul Codice, e col cuore al Teatro.

  1. Così, in forma italiana, scriveva Goldoni questo nome: più sotto Molier, per eccezione. - Ed.

L’AU-