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436 ATTO PRIMO


Dottore. (Che spirito!) (da sè) È vero, avete ragione, dite bene; ma la causa di questa mattina è de minori, e la tratteremo sommariamente avanti il giudice di prima istanza, dappoi ch’egli avrà ascoltate le cause di conseguenza.

Rosaura. Per qual giorno avete stabilita quella vostra bella causa de fideicommisso?

Dottore. Per dopo dimani.

Rosaura. Io sono di parere che la guadagnerete senz’altro.

Dottore. Siete instrutta voi della causa?

Rosaura. Instruttissima.

Dottore. Ma in qual modo ne siete informata?

Rosaura. Vi dirò, signore: quando venne il Procuratore1, io stava dietro alla portiera ad ascoltare l’informazione col maggior gusto del mondo; e sentite se l’ho capita benissimo. Fabrizio de’ Mascardi, testatore nell’anno 1680, fece il suo testamento: non aveva figliuoli maschi, ma solo due figlie femmine maritate, chiamate l’una Lugrezia, l’altra Costanza; instituì eredi universali e fideicommissari i figli maschi di dette sue figlie egualmente. Passando poi alla sostituzione, dice queste precise parole: E quando non vi saranno più maschi, vada alle femmine discendenti da dette mie figlie. Veniamo al fatto. Le due figlie del testatore ebbero tutte due maschi e femmine: ma ora della linea di Lugrezia sono finiti i maschi, e vi restano tuttavia delle femmine, ed all’incontro della linea di Costanza vi sono ancora dei maschi. Ecco il punto di ragione: Quæritur: Se le femmine di Lugrezia s’intendano chiamate alla sostituzione usquequo sussistano ancora i maschi dell’altra linea. So che i vostri avversari, proponendo che nella prima instituzione vi sia la reciproca, sostengono che non siano capaci le femmine, se non dopo l’estinzione de’ maschi d’ambe le linee; ma so altresì, che fondandovi voi sulla parola egualmente, sperate risolver l’obbietto, tanto più che non avendo espressa la reciproca, il testatore ha bisogno della interpretazione del giudice, e sostenendo che

  1. L’ed. Bettin. aggiunge: a consigliare con Voi; e la Paper.: a far consiglio con voi.