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LA DONNA DI GARBO 431


Rosaura. Venga egli pure; vedrà se saprò vendicarmi.

Brighella. Per che causa vegnir mo giusto a servir in sta casa? V’ho pur proposto dei altri loghi; perchè aveu voleste servir l’istessi vostri nemici?

Rosaura. Appunto per vendicarmi di Florindo, e se non giungo a possederlo, voglio almeno precipitarlo.

Brighella. Ma come spereu de poderlo far?

Rosaura. Io praticando Florindo ed alcuni altri scolari1, ed esercitando la mia inclinazione per le lettere, sono arrivata a saper tanto che supera il femminile costume. Ho apprese varie scienze; ma più utilmente ancora2 ho appresa la facoltà di sapermi uniformare a tutti i caratteri delle persone. Il Dottore mi vede volentieri, e se giungo a farlo innamorare di me, ho il modo di vendicarmi di Florindo. Tenterò ancora di rendermi affezionato il signor Ottavio, figlio primogenito del signor Dottore, benchè ammogliato, perchè può giovare al disegno. Così farò delle padrone di casa3, e di quanti praticano in essa; seconderò le loro inclinazioni, e tutti obbligati alla mia maniera di vivere, m’assisteranno per compiere le mie vendette. Brighella avrà appresso di me tutto il merito, e vi giuro che non lascierò veruna occasione per ricompensarvi.

Brighella. Mi no so cossa dir, ave rason. Sè offesa nell’onor che xe la cosa più delicata, e el tesoro più prezioso d’una donna da ben. Per mi sarò sempre in vostra assistenza. Disponè de mi, come volè. Permetteme anca che ve diga che ve voggio ben, e che se no ve riuscisse de conseguir el sior Florindo, Brighella sarà tutto per vu.

Rosaura. Accetto con tal condizione l’offerta. Brighella ha un non so che, che mi piace. Ma viene la signora Diana, figlia del signor Dottore. Con essa comincio la mia lezione; lasciatemi in libertà.

  1. Bettinelli e Paparini: ed alcuni altri scolari di Pavia e non solo, ma buoni Lettori e Maestri, ecc.
  2. Bettin. ha invece: di quelle.
  3. Bettinelli: Così farò anco del padrone di casa ecc.