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lor diedi di quello ch’io aveva di fatto; corrisposero liberalmente, e mi ordinarono qualche nuovo Componimento, ch’io promisi lor di mandare.

Parlando con varie persone del mio stato e de’ miei disegni, e specialmente del pensiere di andare a Modona, mi sconsigliarono tutti, dipingendomi la pessima situazione in cui trovavasi quel Paese per la mancanza del Sovrano, impegnato in una guerra dispendiosa. Mi dissero alcuni che meglio avrei fatto ad andar a Rimini, ove trovavasi S. A. Sereniss. e tutto il Campo Spagnuolo. A che fare, dicev’io? Il mestier della guerra non è per me. Altri mi lusingarono, che il Duca medesimo poteva impegnarmi in cose a me convenienti; altri mi parlarono dei divertimenti del Campo, e di una Compagnia di Comici, che seguitava l’Armata. Questi ultimi mi solleticavano più degli altri; ma io era in viaggio per far denari ed andar a Genova. E bene! mi dicevano que’ buoni Amici, fate a Rimini dei denari, e poi andrete a Genova. Il consiglio non mi dispiacque; vi andai. Sentirete, Lettori miei amatissimi, quali e quante avventure, ora triste e ora buone, mi sono arrivate all’Armata; come abbandonate avea le mie Commedie, e come le ho poi con più fervore novellamente intraprese ecc.

NOTA.

Qui restò interrotto il racconto autobiografico, nella sua più ingenua veste italiana. La presente ristampa delle prefazioni ai singoli volumi dell’ed. Pasquali fu compiuta con la maggior fedeltà: solo parve opportxmo mutare qualche iniziale maiuscola e sopprimere molte virgole, per comodo dei lettori. Le note di illustrazione storica, che sarebbero state necessarie, rimandiamo più giustamente in calce alle Memorie francesi, per non doverci troppe volte ripetere. È noto che i vari tomi del Pasquali, benchè uscissero sparsamente nel corso di quasi un ventennio, portano la data comune del 1761: di che si meravigliava fin da quel tempo con lo stampatore veneziano Domenico Caminer, nel Giornale Enciclopedico (A. 1774: t. I, p. 21 e t. VII, p. 138), Le prefazioni furono scritte fra il 1761 e il 1772, come lascia credere una lettera dello stesso Goldoni al Pasquali (t. Xll: ripubblicata da E. Masi, Lettere di C. Goldoni, Bologna, 1880, pp. 298-300): certo uscirono le prime dieci negli anni 1761-1768, e nel ’73, dopo una lacuna d’un lustro, cominciarono le altre. Di tutte speriamo poter fissare la data nella bibliografia, in fine dell’opera nostra.