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182 parte seconda


Figlia obbediente, inferiore, a mio parere, al Padre di famiglia; essa incontrò quanto la commedia precedente. Rintracciando io pertanto la causa di questo fenomeno, non saprei trovarla che nella leggiadria comica, di cui le due ultime abbondano, laddove il principal merito dell’altra consiste nella morale e nella critica. Questo prova che generalmente piace assai più il divertimento dell’istruzione. In questa commedia però il soggetto primario non è molto importante, mancando esso di sospensione, e prevedendosi la catastrofe fino dal principio dell’azione, onde tutta la sua buona sorte dipende propriamente da’ suoi episodi affatto comici ed originali. Rosaura, figlia di Pantalone, sacrifica il suo amore al rispetto che deve al padre, il quale, benchè non condanni la diversa inclinazione della figlia, pure nell’assenza del suo amante contrae impegno con un ricco forestiero, ed è schiavo della sua parola. Il soggetto, a cui Rosaura è destinata dal genitore, è di un carattere così singolare, che si sarebbe forse trovato favoloso e quasi impossibile, se non ne fosse stato riconosciuto l’originale. Nelle sue stravaganze però non vi era nulla che facesse torto ai suoi costumi ed alla sua probità; anzi era nobile, giusto, generoso, ma la sua maniera di condursi, i suoi colloqui per monosillabi, le sue prodigalità a contrattempo, e le sue bizzarre osservazioni, benchè sensate, lo rendevano assai comico, e facevano parlare molto di lui. Poteva io perder di vista un simile originale? Lo rappresentai adunque quale era, sempre però decentemente, di modochè anco quelle persone alle quali era noto, e che avevan per lui affezione, non ebbero il minimo motivo di lagnarsi di me. Un altro personaggio poi, meno nobile, ma non meno comico, contribuì sommamente alla vivacità di questa commedia. Era questi il padre di una ballerina, che si gloriava delle ricchezze di sua figlia; frutti, come egli diceva, dell’ingegno di lei, senza fare oltraggio alla sua virtù. In una mia malattia fatta in Bologna, quest’uomo nel tempo della convalescenza veniva a vedermi, nè d’altro mai mi parlava se non di principi, di re, di magnificenze, e sempre della delicatezza di sua figlia. Andai adunque la prima volta che uscii di casa a restituirgli la visita, ma sua figlia non v’era: mi mostrò egli stesso tutte le argenterie: Vedete, vedete, andava gridando, eccovi piatti d’argento, e zuppiere e tondini di argento, la cassetta da scaldarsi di argento: tutto argento in casa nostra, tutto argento. Poteva mai perdersi di vista un padre contento, una figlia felice, una virtù ricompensata?

Quest’episodio fa ottima lega nella commedia con quello dell’uomo stravagante, anzi ambedue concorsero al buon incontro della Figlia obbediente, che sposa il suo amante ad unico fine di soddisfare il desiderio del padre. Questa commedia fu applaudita, fu ripetuta, e chiuse il teatro nell’autunno del 1751.

CAPITOLO XIV.

La Serva amorosa. — La Moglie di buon senso. — I Mercanti, e Le Donne gelose; quattro commedie in tre atti ed in prosa, loro compendio, loro buon successo.

Nei giorni di riposo a motivo della novena del Natale, successe un avvenimento assai felice per il Medebac, nè meno piacevole per me. Il Marliani, brighella della compagnia, aveva moglie, Essa, che