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228 GOGOL

riore, signora Podtocina, con la figlia, le fece una riverenza, e fu accolto da liete manifestazioni: non gli mancava dunque niente. Conversò a lungo, e, apposta, aperta la tabacchiera, fiutò il tabacco, dinanzi a loro, per le due narici, dicendo fra sè: «Pigliate, ora, femmine, popolo di galline! Io non sposerò punto tua figlia. A meno che lei non consenta... simplement par amour!1 Allora, sia!

E il maggiore Kovalev girò per la Prospettiva della Nevà, pei teatri, da per tutto. E il naso, come se niente fosse, gli restò lì, piantato in faccia, senza pur l’ombra di piegar da lato. E da quel giorno in poi il maggiore Kovalev sembra di buon umore, sorridente, e cercatore appassionato di belle donne; lo si vide anche una volta in un banco del Gostini comperar un nastro cavalleresco; non si può sapere il motivo, perchè lui non era cavaliere di niun ordine.

Questa è la storia avvenuta nella capitale settentrionale del nostro vasto impero. Ora, ora, a ben considerare ogni cosa, vediamo che vi sono molte inverosimiglianze: senza pensar di quel che è stupefacente in quello staccarsi subitaneo del naso, del suo comparir in vari luoghi sotto l’aspetto di segretario di Stato, come mai Kovalev non capì che per un naso non può farsi l’annunzio su d’un giornale? E qui non voglio discutere l’alto prezzo da sborsare per una inserzione, poichè io non sono punto da metter fra le persone avare; ma la cosa è indecente, goffa e sconveniente.

E questo ancora: come mai il naso si trovò in un pane cotto, e come mai Ivan Iakovlevic stesso fu a trovarlo...? No, io non posso affatto capir codesto; davvero, non capisco. Ma ciò ch’è ancora più curioso, più incomprensibile, è che qualche scrittore possa scegliere simili argomenti. Lo confesso; anche questo è per me inconcepibile e, davvero... no, no! Non ci capisco niente! E proprio non so che...

Eppure, in fin dei conti, forse in fondo in fondo si potrà ammettere prima una cosa, poi una seconda, poi una terza, e via via... Giacchè, a dirla fra noi, dove non si trovano rassomiglianze? E quando si pensi a ciò, sicuro, qualcosa c’è. Si ha un bel dire; ma fatti simili avvengono nel mondo; di rado sì, ma avvengono.


Fine.

  1. In francese nel testo.